Tra memoria coloniale e identità africana
AFRICA ORIENTALE
L’Eritrea è uno di quei luoghi che non si visitano per caso. È un’Africa fuori dalle rotte, dove il tempo sembra essersi fermato e la storia si legge ancora nelle architetture, nelle strade, nei gesti quotidiani.
Questo viaggio è pensato per chi ama osservare e comprendere. Asmara, Patrimonio UNESCO, è il cuore dell’itinerario: una capitale sorprendente, con i suoi cinema razionalisti, i caffè storici, i mercati popolari e un’atmosfera unica, dove l’eredità italiana convive con una vita eritrea autentica e viva. Camminarla significa attraversare un museo a cielo aperto, ma anche una città reale, mai musealizzata.
Dagli altopiani si scende verso Keren e Massawa, luoghi che raccontano l’incontro tra Africa, Mediterraneo e Mar Rosso. Massawa, in particolare, è una città ferita e magnetica, mai restaurata, dove la bellezza sta proprio nelle sue imperfezioni e nelle stratificazioni della storia.
Il viaggio prosegue nel Mar Rosso, tra le isole Dahlak. Qui non esistono resort né comfort artificiali, ma spiagge deserte, barriere coralline intatte, delfini e notti in tenda sotto cieli stellati. È un’esperienza essenziale, potente, che riporta il viaggio ai suoi elementi primari.
Il rientro sugli altopiani svela un’Eritrea meno conosciuta, fatta di villaggi agricoli, grandi sicomori secolari e siti archeologici antichissimi come Qohaito, dove mito, storia e paesaggio si fondono.
Questo non è un viaggio turistico. È un itinerario per viaggiatori curiosi e consapevoli, alla ricerca di un’Africa vera, complessa e profondamente umana.